Come in cielo, così in mare è il mio romanzo d’esordio. È arrivato in libreria, nei primi di giugno del 2021, dopo una lunga serie di rifiuti editoriali, e approdando poi tra le braccia di Ricky Cavallero e Teresa Martini, nella loro amatissima SEM.
Antine Farina, figlio di un sardo e di una piemontese, entrambi figli unici, è nato e cresciuto a Milano. Non è mai stato in Sardegna. Nel giorno in cui, ormai fuori corso, riesce finalmente a laurearsi in architettura, la sua anziana nonna materna, a lui completamente sconosciuta, muore. Così si trova, suo malgrado, a dover partire verso Locòe, paese inventato non troppo diverso dai paesi reali del centro Sardegna. La distanza con Milano è infinita. E per questo, la tentazione di trascorrere l’estate da solo a rimettere insieme la sua vita diventa tanto forte da essere irresistibile. Antine dunque decide di restare per qualche mese, e fare luce sul silenzio che ha inghiottito i rapporti interni alla famiglia Farina, e conosce Niàda, che accompagna le persone a vedere le balene, impara ad accendere il fuoco, viene schiaffeggiato, e infine sconvolto da un luogo capace di rendersi destinazione, e non più solo vuota oppressione dalla quale fuggire.
Ho scritto il romanzo raccogliendo i segni del vuoto lasciato dai miei coetanei, partiti per studiare, e poi lavorare, e – temo, infine – invecchiare oltremare. Quando uno varca il mare, che sia a duecento o a mille chilometri è quasi la stessa cosa. Il vuoto delle assenze era però compensato da quello “stile di vita” di cui le colonne delle riviste tanto si ingegnano a stilare classifiche, e che io chiamo sempre con la citazione di Thoreau: nessuno al mondo è felice, se non gli esseri che godono liberi di vasti orizzonti. Il libro è questo, in fondo: il racconto del dolore causato da un vuoto, e dalla speranza infusa dai grandi orizzonti. È una storia familiare, una storia d’amore, una storia generazionale. Nelle tante presentazioni in cui ne ho parlato è stato associato ai temi dello spopolamento, ed è stato quasi trasformato in un libro politico o in qualche modo alternativo.
Ha ricevuto le cure amorevoli della casa editrice, un grande lavoro di promozione, molte recensioni positive, e qualcuna in sedi prestigiose del colloquio letterario in Italia. È stato per me, soprattutto, il modo di farmi conoscere e di imparare a conoscermi come autore. Mi ha aperto le porte di festival, presentazioni fuori Sardegna, dirette radio, mi ha donato nuove conoscenze e amicizie. Ho percorso con lui migliaia di chilometri e trascorso infinite ore a raccontarne genesi e temi. E nonostante oggi cambierei la metà delle frasi, continuo a esserne orgoglioso.