Ho cominciato a pensare di poter scrivere quando ho dato retta alla mia professoressa di lettere della terza liceo, e dopo aver ascoltato troppo poco quella del ginnasio, e troppo quella delle medie: a quattordici anni mi è stato raccomandato di scegliere un’altra strada, al ginnasio di leggere tanto, e all’ultimo anno di liceo di partecipare a un concorso di scrittura su Il Giorno del Giudizio di Salvatore Satta. Concorso che poi ho vinto. Quindi ho fatto la strada a ritroso e, nell’ordine, ho scritto con maggiore continuità, ho letto più che potevo, e ho smesso di sentirmi del tutto incapace. Tranne in certi momenti bui, come quelli in cui bisogna sedersi a scrivere la propria biografia.

Sono nato a Nùoro, il 3 settembre del 1987. Scrivo con inadeguata costanza dal 2006. Mi vergogno della quasi totalità delle cose che ho scritto da allora fino almeno al 2015.

È per questo che nel 2012 ho aperto un blog, ho raccolto degli articoli, e l’ho chiuso. Poi nel 2017 il blog è diventato un sito, ci ho messo dentro qualcos’altro, e l’ho chiuso. Non so questo, quanto durerà.

Nel 2016, coinvolto da Manuelle Z. Mureddu, sono stato tra i fondatori dell’associazione Betistòria, attiva nella valorizzazione del patrimonio narrativo e iconografico sardo. Moltissime delle cose che so sui mestieri della cultura le ho imparate là dentro.

Nel 2017 ho vinto il premio Angioni per racconti inediti, con Metallo pesante. Parlava di servitù militari, è rimasto inedito, e ogni tanto mi riprometto di stamparlo, magari accompagnato da illustrazioni.

Nello stesso anno un mio racconto, Omicidio Corposo, è stampato per Betistòria e distribuito in 100 copie numerate, arricchito delle illustrazioni di Manuelle Z. Mureddu.

Nel 2018 un mio racconto è inserito nella raccolta di scrittori e scrittrici emergenti Le faremo sapere, allegata all’Unione Sarda. Anche per questo mi piace immaginare nuovi contenitori, un giorno.

Nel 2019 viene portato a teatro Figlia del Vento, uno spettacolo che ho sceneggiato per l’associazione Bocheteatro, basato sulla figura di Grazia Deledda.

Il mio romanzo d’esordio Come in cielo, così in mare ha avuto un discreto successo di pubblico e critica, e un profondissimo impatto nella mia vita. Con quel libro mi sono convinto che la professoressa Obinu avesse ragione, e che avevo fatto bene a provare a scrivere per davvero.

Il bordo del mondo è stato pubblicato nel giugno 2023. Con lui ho trovato il coraggio di ambientare una storia a Nùoro, negli stessi anni in cui la professoressa delle medie mi denigrava.

Ho avuto un agente letterario, ho scritto un articolo per Repubblica, sono stato recensito da Marcello Fois su La Lettura, ho raccontato Salvatore Satta nel teatro della mia città, ho girato la Sardegna per presentare i miei romanzi, sono stato ospite come nuovo esponente della narrativa sarda al Salone del Libro di Torino, sono membro di CdA della Fondazione Salvatore Cambosu, ho scritto monologhi recitati da attori professionisti e accompagnati da grandi musicisti, tengo corsi di scrittura creativa in cui più che altro insegno agli allievi e alle allieve a leggere tanto, come voleva la professoressa Graziani, al ginnasio.

Mi sembra spesso, guardandomi indietro, di vedere la mia ambizione realizzata. Ma sono molte di più le volte in cui ripenso alla citazione di Cormac McCarthy: E cosa siamo noi? Dieci percento biologia e novanta percento mormorio notturno.

Ed è perché mi sento precisamente così, in fondo, che scrivo.

Sono anche su substack

Non ho ancora cominciato a usarlo, ma è da lì che cercherò di costruire una newsletter.

Ci metto dentro aggiornamenti sulle cose che faccio o scrivo, anticipazioni del blog, racconti inediti, dietro le quinte, informazioni sugli eventi… per costruire una piccola community, come si dice.